Breve storia

22. Giu, 2017

Dal figurativo (Fauvismo) all'astrattismo, e per un breve periodo al Movimento Pentastrattismo italiano (ne esco definitivamente nel 2019 per "incompatibilità" di carattere con il curatore), di tanto in tanto torno ad un figurativo piuttosto "astratto" nel senso che non amo il realismo...

Per quanto riguarda l'astratto è una scelta di espressione, è libertà, è gestualità; si può "pensare" o lavorare di getto.

Essere astrattisti non è semplice come sembra, Molto è stato scoperto (l'artista non inventa, semmai scopre, cit. Aleksander Voronsky), e la ricerca non si esaurisce mai, nuove tecniche e nuove idee e tanto da sperimentare. Nella mia evoluzione nell'astratto ho scoperto una tecnica ed una espressione estetica che ho seguito per un periodo (cerchi, colature e fasci di colore) una espressione che si avvicina all'informale geometrico, e poi, dopo un percorso, sento la necessità di sperimentare, di cambiare...e l'espressione si è concentrata nella serie la forza del colore. Prevale - a volte - l'informale, il materico, ma il "tempo" detterà il "fare" e l'espressione del momento, in continua evoluzione...

In realtà l'artista scopre una infinità di forme - non forme e colori, tutto in potenza esiste già nell'universo delle possibilità, altro non è che un gioco, un piacevole gioco... che esprimi sulla tela.
L'arte è tutto ciò che di bello la natura umana può scoprire.

Autoritratto, olio su tela 100x70 - 2015

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