7. giu, 2017
Per la spiccata personalità artistica resa evidente da un linguaggio espressivo sapiente e dalla appassionata partecipazione emotiva. La sua arte è frutto di un'attenta osservazione interiore capace di risvegliare l'istinto percettivo del fruitore, permettendo di cogliere l'essenza più vera e profonda dell'opera. 
Prof. Paolo Levi
 

LA SFIDA

Il desiderio di appartenere all’arte, di farne parte e di farla, spinge con caparbietà Fabrizio Pia a non mollare verso una chiamata che sente e che vuole fare sua. Nasce nel segno della sfida il rapporto tra lo scrivente e Fabrizio Pia. In un momento in cui mi sentivo di sferzare un certo modo di produrre quadri e stimolare il dibattito, prendevo in considerazione alcune opere, solo specifici soggetti, non la produzione o la visione d’insieme di un artista, e tra questi, un’opera di Fabrizio Pia. Poi una diversione, propostami da un mercante d’arte, il quale vende l’emozione, non l’opera in sé, che mi proponeva di accettare io stesso una sfida, quella di sospendere il giudizio ed accettare che altri tipi di produzione artistica e di artisti, possono essere presi in considerazione. La sfida è ancora in atto e nei confronti di un’arte che ha strade diverse da quelle istituzionali mi sono messo al servizio della storia.

In questo senso Fabrizio Pia ha dalla sua il merito di voler seguire con continuità il suo percorso personale attraverso una ricerca sicuramente fatta di quesiti interiori le cui risposte si traducono nella sua attuale produzione pittorica. Le sue tele ci dicono che è questa la soluzione che la sua anima ha trovato oggi a queste domande. Quello che troviamo leggendo le sue opere, sono in realtà i perché della vita. Quelle domande ultime che l’essere umano si pone da sempre e a cui forse non troverà mai risposta. Fu proprio uno dei più grandi artisti della storia, Paul Gauguin, non un filosofo o un letterato a farsi (e a farci), le domande fondamentali della vita: Da dove veniamo? Che siamo? Dove andiamo? Titolo di una delle sue opere più famose, del 1897, esposta oggi al Museum of Fine Arts, Boston.

Pia, nella sua produzione, senza avere riferimenti, un mèntore o precettori, ha cercato, cerca e sperimenta da solo. È vero, si potrebbe pensare, la strada così è più lunga, più inerpicata e d’altro canto, nelle discipline artistiche, la conoscenza delle competenze pratiche allevia il percorso, ma forse è proprio qui la chiave di lettura del fare di Fabrizio Pia; una scelta precisa di un rapporto personale con l’arte che non può avere intermediazioni, una volontà di confronto e scoperta individuale.

L’approdo, nel quale giungere a fondare la sua arte o dal quale fare una esplorazione per poi tornare a navigare, è la realizzazione delle tele dove l’utilizzo dello stencil, le vernici, le bombolette, le forme e i colori, “sentono” della brezza che soffia dentro l’animo di questo artista. La direzione del vento, che ha portato Fabrizio Pia a giungere a questo litorale, impone alle forme una gentilezza nuova, leggera, quasi solare.

Questo abbandono della figurazione verso la dimensione informale è forse una scelta prodiga e propizia che va gratificata. Un’anima in cerca di risposte, quella di Fabrizio Pia, che si pone domande che riguardano l’umanità, trova luogo nel contesto delle arti.

Secondo testo critico:

 

“Il tempo cambia molte cose nella vita, Il senso le amicizie le opinioni, Che voglia di cambiare che c'è in me, Si sente il bisogno di una propria evoluzione, Sganciata dalle regole comuni, Da questa falsa personalità” È così che cantava Franco Battiato nel 1981 nella sua canzone “Segnali di Vita”. Immenso, Battiato, ci parla di noi, di quello che succede alla vita interiore di tutti, dell’effetto che produce sulla nostra anima lo scorrere del tempo.

 

I grandi poemi e i grandi poeti della letteratura sono sempre moderni, atemporali, cioè senza tempo, eterni, perché parlano di quei moti dell’animo e di quei sentimenti immortali che sempre si agitano nel petto delle generazioni di ogni epoca e di ogni società. Battiato ci parla del desiderio di una evoluzione interiore, ed è questa la spinta cui si sottopone il percorso nell’arte di Fabrizio Pia.

 

Nel gioco affascinante della scoperta, in una sorta di purezza infantile, Pia trova le sue nuove declinazioni verso la ricerca di un “qualcosa” il suo - qualche cosa – che lo possa portare alle radici del colore, ad una essenza della rappresentazione pittorica. È una sfida ardua e potente ma sicuramente affrontata con onestà, insieme a quella dose di avventatezza, giustamente tipica di uno spirito pittorico innocente e fanciullesco.

 

L’energia e la vibrazione del colore hanno una vita a sé. È questo di cui si è accorto Fabrizio Pia, ed è questo che il pittore vorrebbe rappresentarci. Infatti, Fabrizio Pia denomina questa nuova produzione come: La Forza del Colore. La composizione libera, realizzata con naturalezza, di impulso, con una tavolozza che predilige i colori caldi, le spatolate ampie, l’istinto della distribuzione delle cromie nello spazio scenico della tela, fanno presagire un rapporto personale con ciascuno dei colori, con il giallo, con il rosso, col blu, un dialogo privato tra l’artista e i colori, per l’assegnazione dell’area in cui l’intervento pittorico trova significato. C’è qualcosa di ontologico, di basico, di primordiale in queste composizioni, è la ricerca della forza del colore, come ci suggerisce Pia.

 

Fabrizio Pia con questi suoi ultimi lavori, compie una evoluzione da un astratto di genere, che trovavamo nelle tele precedenti (dove l’utilizzo di tecniche consuete a quello stile ripercorreva le pulsioni psichiche tipiche dell’arte non figurativa), a un astratto più ancestrale, alla ricerca di una atemporalità, di un momento senza tempo, che è nella materia, nella luce e nel suo divenire, che è appunto il colore. Il significato di tutto questo è da trovare nel recondito mistero dell’essere, in quella affascinante e sconvolgente verità che trasforma l’essere nella materia.

 

Federico Caloi (Critico d'arte)

 Una serie di compenetrazioni, composizioni, improvvisazioni. Una produzione continua, quasi come un presente ed attivo dialogo tra tutte le tele astratte di Fabrizio Pia, che racchiudono qualcosa di multiforme. Strutture dritte e circolari in continuo movimento e cambiamento a cui lo spettatore non può far altro che assistere.

Come assistere al movimento degli ingranaggi di un orologio.

Come guardare lo scorrere del tempo stesso.

Soggetti principali: Un inizio di sperimentazione prettamente "fauves" che gli permette di uscire da dettami accademici e schematiche riproduzioni, lasciando così uno spazio alla sua creatività che mira a rendere il valore emotivo della propria esperienza. Sono paesaggi, piccoli ritratti, nature morte, rappresentazioni figurative e concettuali di grande impatto coloristico: un colore mediato dallo stato d'animo dell'artista che imprime sulla tela una dimensione lirica, quasi onirica.

Una dimensione astratta tutta sua che coniuga componenti di matrice simbolista e spiritualista con particolare interesse per le espressioni sintetiche, coniugando colori e segni analoghi alla propria interiorità. A poco a poco, la sua produzione si rinnova con l'approfondimento degli aspetti psico-percettivi legati ad una composizione sulla superficie di forme astratte che tendono ad una maggior geometrizzazione. Sono cerchi, raggi, linee che descrivono il "paesaggio interiore" dell'artista dove le linee si sfuocano, le forme si dissolvono e i colori si fanno incandescenti e antinaturalistici.

 Iconografia: Le ultime opere astratte sono frutto di un percorso personale che ha condotto l'artista ad un totale abbandono di ogni legame con la rappresentazione del reale e quindi al conseguimento di una liberissima pittura astratta, che vagamente ricorda la produzione astratta di Kandinskij che trova spiegazione per voce dell'artista attraverso il collegamento con la musica, in termini di armonia tra suono e colore. Le tele di Fabrizio Pia fondono la geometria con una materia informale, composizioni che hanno l'aspetto e il ritmo di qualcosa in continuo movimento, come la vita.

Situazione storico-artistica:  Una ricerca interiore quella di Fabrizio Pia, quasi maniacale volta ad indirizzare la propria creatività artistica verso potenze espressive sempre nuove, attraverso soprattutto la turbolenza delle forme e dei gesti rese con forti contrasti di  colore, che lo ha portato alla scoperta di un'espressione artistica ed estetica che ha stupito anche l'artista stesso. Una sorta di linguaggio da lui stesso inventato, fatto di segni semplici ed elementari come cerchi e linee che però attingono esclusivamente al suo immaginario. 

Motivazioni e riferimenti critici : Nuove rappresentazioni verso un'astrazione radicale che esprime simbolicamente il senso di un cosmo in perenne divenire. Un'interpretazione assolutamente originale, che forza le forme che conosciamo, articolandole sulla superficie come una sorta di varipinto caleidoscopio in cui però nulla rimane regolare, che racchiude un'aggressività istintiva dell'artista mediata però dalla sua dimensione creativa e dal pennello.

Del tutto personali sono anche le relazioni tra i piani delle sue rappresentazioni: sono piani colorati anch'essi, accostati con logica in cui si inseriscono linee rette, curve, spezzate che muovono la realtà del mondo.

 

Giulia Tansini (Dott.ssa in Scienze dei Beni Culturali)

 

Ispirazioni naturalistiche prevalgono nelle opere di un artista che ha il pregio di cromatismi dal forte impatto visivo.
Le sue sono raffigurazioni immediate nella comunicazione espressiva, volte a presentare il paesaggio bucolico con naturalezza, traendo dagli elementi essenziali fonte di figurazione, come testimoniano le opere “Rami” e “Dopo la vendemmia”.
Prof. Claudio Lepri

Pensieri che si trasformano in colore. Ricordi che indossano le vesti più belle e vengono ad abitare la tela. Inquietudini e stati d'animo che con forza vogliono essere rappresentati. Fabrizio Pia ci confessa le sue emozioni. Lo fa attraverso una figurazione le cui trame si colorano di voglia di vivere. Un artista che assapora la luce e la proietta in tutte le sue composizioni con le sue sfumature più belle.
Emozioni violente, libere da freni cognitivi e allo stesso tempo razionali. La genialità del segno viene così rappresentata attraverso un gesto che essendo allo stesso tempo razionale con sprazzi istintivi, si fa autentico. Un monologo interiore che Pia sceglie di condividere con l’osservatore. Un monologo fatto di mistero, tacitamente segreto, e di intime confessioni che testimoniano la grande saggezza compositiva. Una pittura che racconta un'emozione. Una pittura i cui sentimenti escono dalla tela e vengono ad abitare il nostro mondo. Una pittura silente che non ha la presunzione di urlare le sue verità, ma di sussurrarle con infinita dolcezza. Una pittura nella quale Pia manifesta tutta la bellezza dei suoi pensieri. Pensieri che con grande energia e potenza gestuale vengono fissati su tela. Una tela che si trasforma in un oceano di colori scintillanti. La pittura di Fabrizio Pia è una pittura che rielabora i dettami di una psiche molto creativa e ce ne riporta la sintesi segnica attraverso un linguaggio cromatico estremamente dotto.
Dott. Salvatore Russo

Una prima considerazione sulla pittura di Fabrizio Pia va alla gamma dei colori: sottile e delicata, aerea, in cui dominano sfumature fredde, verdi, viola, blù, vibranti di cangianti rosa e lilla che trasmettono una vivacità del segno a tratti liberi. 
Pia ha il dono di afferrare il tratto essenziale di uno spettacolo istantaneo (come nella dottrina del Fauvismo).
Le opere sono un repertorio vastissimo che vantano essenzialità nel modo più semplice. 
Avvolte i personaggi sono disposti nel modo più imprevisto e piacevole niente forzature né esagerazioni.
I dipinti nella loro semplicità esprimono concetti profondi attuali e cosa più importante sono capaci di trasmettere un'emozione a chi le osserva.
Artista Lucia Simini

La poetica di Fabrizio Pia è una simbiosi di forme (materia) e contenuti (spirito).
Lo spirito religioso, in Lui profondamente radicato, si esplicita costantemente, in modo diretto o indiretto. La Natura, sempre presente nelle Sue rappresentazioni iconografiche, interagisce con la presenza divina. Nelle Sue opere si percepisce una "sospensione", un'atmosfera mistica che spiritualizza ogni paesaggio o opera astratta, innalzandoli ad un livello superiore, "soprannaturale", "occulto", "inconscio".
Da un punto di vista estetico-stilistico, l'ordine delle composizioni, la bellezza delle forme, naturali o idealizzate, la forza simbolica, espressiva ed emotiva del colore, rendono ogni Sua opera armonica. Un'armonia, non frutto dell'istinto, spontanea, ma fondata sulla esperienza e maturata con il pieno sviluppo dello spirito. L'artista crea un "altro mondo", un mondo che non esiste nella realtà. Nella Sua interiorità, l'artista, arriva alla consapevolezza che, al di là della natura osservata, non può non darsi una "natura superiore".
In questo Suo "regno" l'artista compenetra spirito e natura, ideale e reale, soggettivo e oggettivo. L'artista gareggia con la realtà nel dare vita a figure, a rappresentazioni o descrizioni, ma non le imita, perchè crea forme che nascono dalla Sua interiorità, che sono frutto di pulsioni.
L'artista celebra il culto del Bello, dell'Idea, dell'Intuizione, quel mondo a sè che lo rende unico, individuo. 
Tutta la produzione artistica di Fabrizio Pia, dalle opere figurative, a quelle astratte, a quelle figurativo-concettuali, finanche la Sua poesia, rivela una pienezza del sentire e del pensare che è l'espressione di un'aspirazione ad una verità superiore, ad una luce più chiara e all'"essenza", che rispondono alla purezza e alla ricchezza del Suo spirito.
Margherita (Artista)

 
Questo mio scritto su Fabrizio sarà un analisi non indirizzata sullo stile e tecnica della pittura che ci propone ma bensì sul perché di quello che realizza.

Fabrizio quando imita Van Gogh lo rappresenta con le forme che hanno reso famoso il grande artista ma lo priva di tutta quella inquietudine che lo caratterizzano, donandogli un semplicità e serenità che accompagnano l'osservatore in un oasi di pace.

Fabrizio può apparire infantile nelle rappresentazioni che, invece, sono testimonianze di vita analizzata in maniera fanciullesca e priva di preconcetti, affrontate schiettamente, senza divaricazioni, ma dritte nel loro essenziale contenuto. Un albero per lui è un rapporto d'amicizia con il prato colorato dai petali di fiori che accompagnano la pianta nel suo letto di dimora.

Sicuramente Fabrizio crede in Dio e ha plasmato la sua vita su questa immensa fede.

Un pittore pudico, timoroso e vergognoso delle bruttezze che oggi purtroppo avvengono nella nostra società, la sua ricerca su i messaggi che la vita ci invia è semplice, pura e genuina.

Sicuramente come artista ancora non si è completato, ma quando riuscirà a rappresentare con i colori tutta la sua pace interna, allora potremmo ammirare il vero Fabrizio, un uomo che sa di famiglia. (2013)

La ricerca di capire il senso della vita porta l'individuo a pensare la forma dell'esistenza. L'esistenza certamente ha la sua forma, celestiale, terrena, immaginaria, costruttiva e religiosa. La tua esistenza è fatta di tutti gli aggettivi forgiati con la ferocia della semplicita. Sei partito descrivendo sulle superfici il fanciullo che in te si mostrava timoroso all'esebizione visiva del tema svolto sulla tela. Poi la trasformazione culturale ti ha portato a dimostrare che anche tu sei un artista vero, hai svolto il tema alla grande, rassumendo i vari tentativi come appunto ho gia' detto "alla ricerca della vita" ma non la tua, quella dell'universo e sovrapponendo tutte l'esperienze hai descritto quello che hai sempre ricercato. Come ho sempre affermato vedo in te un artista che umilmente è riuscito a rappresentare con i colori le forme dell'esistenza. (2017)

Artista Giulio Micheletti

L’arte contemporanea italiana, nella sua vasta e complessa varietà di forme e manifestazioni, ci presenta diverse realtà espressive che la caratterizzano, dandole un’impronta specifica. Inserita in questo contesto troviamo l’opera di Fabrizio Pia, che con la sua poetica ispirata, pensata, ricercata, e con la sua analisi intima dell’animo umano, rappresenta la natura in maniera emozionale. Le idee, le sensazioni, le percezioni dell’artista, entrano con forza e determinazione nelle sue opere e ne escono trionfanti. Il colore, la linea, la forma, narrano un universo romantico, sensibile e delicato che viene svelato con leggerezza. Le opere di Pia sono un omaggio alla natura e alla sua essenza, che va oltre la forma in cui si manifesta quotidianamente, e ci inducono a riflettere sulla parte più intima delle cose, quella che è celata, segreta, nascosta e che sfugge all’osservazione diretta, ma che ne rappresenta la vera sostanza.

Recensione sulla rivista Artantis (2014)