Crepe mentali e menti rasate
Crepe mentali in queste menti rasate,
schegge di rabbia tra mura blindate.
Sguardi vuoti, cuori sigillati,
cresciuti a comandi, mai educati.
Dietro la pelle, solo paure,
marce dottrine, vecchie torture.
Non c'è spazio per dubbi o colori,
solo il grigio di troppi rancori.
Crepe mentali, come crepe nei muri,
dove la luce si insinua tra oscuri pensieri,
menti rasate, ma piene di nebbia,
là dove l’odio s’insedia e striscia.
Chi li ha spenti? Chi li ha usati?
Chi ha scolpito quei volti piegati?
Figli del silenzio e della repressione,
fanno del branco la loro religione.
Parole d’odio come inni in battaglia,
ma dentro si infrangono, senza medaglia.
Ogni crepa un dolore non detto,
ogni ferita un amore mai letto.
Nel loro gelo si consumano i giorni,
falsi giganti, tra urla e contorni.
Ma se ascolti bene…
c’è un sussurro sotto il rumore,
un’invocazione strozzata dal rancore…
una crepa che urla:
“Liberami, sono ancora umano.”
Crepe mentali, nei cuori rinchiusi,
dove i sogni si fanno intrusi.
Menti rasate, anime stanche,
che cercano pace tra le barricate.